Più differenze individuali del previsto
Cristina Nadotti
22 novembre 2006
Due ricerche pubblicate su Nature: confrontati i dati
di 270 persone di origine diversa.
Una scoperta importante per la lotta a molte malattie.
Il genoma umano rivela nuovi segreti.
Quello 0,1% che fa la differenza, tanta differenza.
Gli studi sul genoma umano rivelano sempre nuove sorprese,
nuovi dettagli di quello che è il nostro patrimonio
genetico.
Due ricerche pubblicate sulla rivista Nature svelano oggi
che il genoma ha in ciascun individuo differenze molto
maggiori di quelle che si pensava fino a oggi.
Ricercatori britannici, canadesi e americani hanno
confrontato il genoma di 270 persone di origine diversa,
asiatica, europea e africana, e hanno verificato che la
differenza genetica tra individuo e individuo è molto più
grande di quanto di credesse.
Si tratta di una scoperta importante per la lotta a molte
malattie, che possono avere sviluppo e cure diverse
proprio a seconda del numero di geni ripetuto in ogni
singolo genoma.
Stephen Scherer, dello Howard Hughes Medical Institute di
Toronto ha spiegato che il segreto della diversità sta nel
fatto che un gene su dieci viene ripetuto nel genoma per
un numero di volte diverso da una persona all'altra.
Le sequenze di informazione genetica ripetute occupano una
parte consistente del genoma: ben il 12%.
Finora, invece, si riteneva che la differenza fosse minima,
appena lo 0,1%, e che il genoma fosse quindi uguale per
tutti al 99,9%.
E' come se i ricercatori avessero scoperto che quello che
sembrava un ghiacciolo era invece la punta di un iceberg,
poiché fino a oggi si conoscevano alcune variazioni, ma si
ignorava che queste potessero dare luogo a un numero tanto
elevato di combinazioni.
Ciascuno di noi eredita infatti due copie di ciascun gene,
una da ciascun genitore, e si riteneva perciò che le
variazioni si limitassero alle differenze di alcune lettere
del codice genetico e solo in alcuni punti del genoma.
Già con il progetto di ricerca noto come "HapMap", che si
propone di tracciare una "mappa genetica" delle malattie,
si era intuito che la situazione potesse essere più
complessa, poiché per la prima volta si era osservato che
all'origine di alcune malattie c'erano sequenze di genoma
differenti.
E proprio da questi dati è partito il consorzio di ricerca
internazionale, che ha dimostrato che la variabilità non
riguarda solo individui malati, ma è molto maggiore del
previsto e dipende dal numero di copie di ciascun gene:
le variazioni del numero di copie riguardano almeno 2.900
geni, cioè un buon 10% dei geni umani.
I ricercatori stanno già lavorando per allestire una banca
dati della variabilità del numero di copie dei geni
associata a condizioni cliniche.
L'archivio, chiamato Decipher, sarà accessibile on line
ai ricercatori di tutto il mondo, che potranno consultarlo
e immettere in esso nuove informazioni.
Tutto ciò apre la strada a un nuovo modo di guardare alle
malattie genetiche e potrà anche fornire dati per
riconsiderare la stessa evoluzione umana.
Secondo gli esperti si tratta del primo passo verso l'era
del sequenziamento del genoma personalizzato: la base per
ottenere diagnosi, prevenzione e terapie su misura per
ciascun individuo.
Cristina Nadotti
http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/
scienza_e_tecnologia/nuovi-segreti-individuali/
nuovi-segreti-individuali/nuovi-segreti-individuali.html
22 novembre 2006
Due ricerche pubblicate su Nature: confrontati i dati
di 270 persone di origine diversa.
Una scoperta importante per la lotta a molte malattie.
Il genoma umano rivela nuovi segreti.
Quello 0,1% che fa la differenza, tanta differenza.
Gli studi sul genoma umano rivelano sempre nuove sorprese,
nuovi dettagli di quello che è il nostro patrimonio
genetico.
Due ricerche pubblicate sulla rivista Nature svelano oggi
che il genoma ha in ciascun individuo differenze molto
maggiori di quelle che si pensava fino a oggi.
Ricercatori britannici, canadesi e americani hanno
confrontato il genoma di 270 persone di origine diversa,
asiatica, europea e africana, e hanno verificato che la
differenza genetica tra individuo e individuo è molto più
grande di quanto di credesse.
Si tratta di una scoperta importante per la lotta a molte
malattie, che possono avere sviluppo e cure diverse
proprio a seconda del numero di geni ripetuto in ogni
singolo genoma.
Stephen Scherer, dello Howard Hughes Medical Institute di
Toronto ha spiegato che il segreto della diversità sta nel
fatto che un gene su dieci viene ripetuto nel genoma per
un numero di volte diverso da una persona all'altra.
Le sequenze di informazione genetica ripetute occupano una
parte consistente del genoma: ben il 12%.
Finora, invece, si riteneva che la differenza fosse minima,
appena lo 0,1%, e che il genoma fosse quindi uguale per
tutti al 99,9%.
E' come se i ricercatori avessero scoperto che quello che
sembrava un ghiacciolo era invece la punta di un iceberg,
poiché fino a oggi si conoscevano alcune variazioni, ma si
ignorava che queste potessero dare luogo a un numero tanto
elevato di combinazioni.
Ciascuno di noi eredita infatti due copie di ciascun gene,
una da ciascun genitore, e si riteneva perciò che le
variazioni si limitassero alle differenze di alcune lettere
del codice genetico e solo in alcuni punti del genoma.
Già con il progetto di ricerca noto come "HapMap", che si
propone di tracciare una "mappa genetica" delle malattie,
si era intuito che la situazione potesse essere più
complessa, poiché per la prima volta si era osservato che
all'origine di alcune malattie c'erano sequenze di genoma
differenti.
E proprio da questi dati è partito il consorzio di ricerca
internazionale, che ha dimostrato che la variabilità non
riguarda solo individui malati, ma è molto maggiore del
previsto e dipende dal numero di copie di ciascun gene:
le variazioni del numero di copie riguardano almeno 2.900
geni, cioè un buon 10% dei geni umani.
I ricercatori stanno già lavorando per allestire una banca
dati della variabilità del numero di copie dei geni
associata a condizioni cliniche.
L'archivio, chiamato Decipher, sarà accessibile on line
ai ricercatori di tutto il mondo, che potranno consultarlo
e immettere in esso nuove informazioni.
Tutto ciò apre la strada a un nuovo modo di guardare alle
malattie genetiche e potrà anche fornire dati per
riconsiderare la stessa evoluzione umana.
Secondo gli esperti si tratta del primo passo verso l'era
del sequenziamento del genoma personalizzato: la base per
ottenere diagnosi, prevenzione e terapie su misura per
ciascun individuo.
Cristina Nadotti
http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/
scienza_e_tecnologia/nuovi-segreti-individuali/
nuovi-segreti-individuali/nuovi-segreti-individuali.html